Casa della Socialità · San Lorenzo
Siamo sempre più alla mano
La Casa della Socialità diventa più accessibile a tutte e tutti
Via dei Volsci 86 · San Lorenzo

Cos'è il progetto
Il progetto ha l'obiettivo di migliorare l'accessibilità della Casa della Socialità di via dei Volsci 86, punto cruciale di incontro nel quartiere San Lorenzo, per anziani, bambini e persone con disabilità motoria. Non si tratta solo di interventi fisici, ma di una pratica di sensibilizzazione: aumentare la conoscenza delle barriere architettoniche e promuoverne l'abbattimento, rafforzando la consapevolezza della comunità sul diritto di partecipazione piena agli spazi urbani.
L’iniziativa prende ispirazione da un intervento precedente realizzato da alcuni dei partner in rete. Borghi Artistici Impresa Sociale, attraverso un laboratorio integrato svolto tra febbraio e novembre 2015 e una mappatura dei luoghi accessibili nel quartiere, ha stimolato una maggiore consapevolezza della problematica, coinvolgendo sia commercianti aderenti all’iniziativa sia tutti coloro che usufruiscono della rete territoriale.
All’interno di questo percorso è stato coinvolto anche un gruppo di studenti e studentesse con disabilità che soggiornavano presso la Casa dello Studente di via De Lollis, nel quartiere San Lorenzo: il loro contributo è stato fondamentale per leggere il territorio a partire dall’esperienza diretta. La mappatura ha infatti evidenziato in modo chiaro la necessità di migliorare l’accessibilità diffusa nel quartiere, mettendo in luce criticità spesso trascurate e rafforzando l’urgenza di interventi concreti.

La mappatura si basava sull’utilizzo di schede dedicate alla rilevazione dei percorsi e dei luoghi accessibili. Le categorie analizzate comprendono ristorazione, servizi, negozi di generi alimentari, strutture di ricezione turistica, spazi per cultura e sport e altre tipologie di esercizi. Il grado di accessibilità dei locali veniva restituito attraverso l’applicazione di un logo di progetto all’ingresso degli esercizi e attraverso strumenti digitali, come una mappa online e una futura applicazione dedicata.


Il lavoro sul campo ha coinvolto quattro gruppi composti da quattro persone ciascuno, che hanno attraversato il quartiere a piedi o in carrozzina, raccogliendo informazioni utili a individuare luoghi e percorsi realmente accessibili. Al momento della realizzazione di questa prima esperienza, promossa dall’Atletico San Lorenzo, la Casa della Socialità non esisteva ancora. Tuttavia, quella sperimentazione ha lasciato un patrimonio di conoscenze, pratiche e consapevolezza che ha contribuito a rendere possibile l’intervento attuale.
È proprio in questa continuità che si inserisce il progetto: non solo come intervento puntuale, ma come esperienza che ambisce a generare a sua volta nuove pratiche, stimolando altri soggetti e territori ad attivare percorsi simili.fusa nel quartiere, mettendo in luce criticità spesso trascurate e rafforzando l’urgenza di interventi concreti.
Il contesto del quartiere
Il quartiere San Lorenzo è uno spazio urbano attraversato da profonde trasformazioni negli ultimi anni, segnato da una crescente pressione immobiliare, dalla riduzione degli spazi accessibili e da una progressiva privatizzazione dei luoghi di incontro. In questo scenario, la presenza di spazi aperti e realmente fruibili da tutte e tutti diventa sempre più rara. Le barriere architettoniche, spesso invisibili per chi non le vive, contribuiscono ulteriormente a limitare l'accesso e la partecipazione, escludendo una parte della popolazione dalla vita sociale e culturale del quartiere. La Casa della Socialità si inserisce quindi come presidio territoriale, non solo come spazio fisico, ma come luogo che prova a contrastare queste dinamiche, riaffermando il diritto all'accessibilità come parte integrante del diritto alla città.
Inquadramento normativo e territoriale
L'intervento si inserisce in un quadro normativo articolato, che combina atti storici del Municipio II e strumenti tecnici più recenti a livello cittadino.
Atti storici del Municipio II
- Deliberazione n. 39/2014 – Eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici ad uso pubblico
- Deliberazione n. 46/2014 – Installazione di giochi per l'infanzia accessibili negli spazi verdi, parchi e ville storiche
- Mozione n. 13/2014 – Manutenzione dei marciapiedi e adeguamento degli scivoli per persone con disabilità
Strumenti più strutturati (anni successivi)
- PEBA – Piani per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche – Metodologia e indicazioni PEBA Roma Capitale
- Programmi di investimento su accessibilità – Interventi e finanziamenti per edifici pubblici
- Gestione dei contributi per abbattimento barriere negli edifici privati – Servizio accessibilità Roma Capitale
Nonostante l'esistenza di questi strumenti, permangono ritardi e criticità nell'attuazione diffusa degli interventi, con impatti significativi sull'effettiva fruibilità degli spazi urbani. Il quadro normativo che regola l'accessibilità e l'abbattimento delle barriere architettoniche a Roma riflette una tensione persistente tra principi generali di inclusione e concretezza dell'attuazione locale. Da un lato, atti storici come le deliberazioni del Municipio II del 2014 e le mozioni comunali fissano obiettivi chiari: rendere edifici pubblici, spazi verdi e marciapiedi pienamente fruibili, promuovendo partecipazione sociale, interazione comunitaria e diritto alla città. Dall'altro, strumenti più recenti, come i PEBA, mostrano come la formalizzazione tecnica spesso sostituisca la decisione politica visibile sul territorio. La programmazione si struttura su carte e mappe, linee guida e finanziamenti, ma la loro traduzione concreta nello spazio urbano resta frammentata e non sempre coerente con i bisogni della comunità. In questo contesto, interventi locali e partecipati come quello della Casa della Socialità assumono un valore doppio: non solo abbattano fisicamente le barriere, ma restituiscono visibilità politica e sociale a un principio sancito dalla normativa, dimostrando che l'accessibilità è pratica di cittadinanza attiva, non solo obbligo tecnico.
Valore dell'intervento alla Casa della Socialità
L'abbattimento delle barriere architettoniche presso la Casa della Socialità rappresenta un intervento concreto, capace di tradurre in pratica i principi normativi e programmatici. Oltre alla funzione fisica, l'intervento ha un forte valore simbolico e comunitario: dimostra come la normativa generale possa diventare esperienza reale di inclusione, partecipazione e centralità della comunità, mostrando che spazi accessibili e accoglienti possono essere motore di coesione e cura collettiva nel quartiere San Lorenzo.
Prima dell’intervento, l’accessibilità della Casa della Socialità era limitata esclusivamente allo spazio esterno. L’ingresso e gli ambienti interni presentavano infatti barriere fisiche che impedivano a molte persone, in particolare a chi ha difficoltà motorie, di accedere e partecipare pienamente alle attività. Questa condizione creava una frattura evidente tra uno spazio aperto e accogliente per vocazione e la sua reale fruibilità, rendendo necessario un intervento che trasformasse l’accessibilità da principio dichiarato a possibilità concreta.



Cosa significa accessibilità per noi
L'ambiente si adatta alla persona
Non il contrario. La diversità funzionale è parte dell'esperienza umana.
Autonomia, sicurezza, comfort
Tutti gli spazi — interni, esterni, urbani — devono essere fruibili da chiunque.
Non solo tecnica, ma cultura
Sensibilizzare la comunità è parte integrante del progetto, non un accessorio.
Perché "alla mano"
La Casa della Socialità di via dei Volsci 86 nasce come spazio aperto, informale e alla mano, dove il quartiere di San Lorenzo può incontrarsi, organizzarsi e prendersi cura della propria comunità. Grazie al sostegno dell'Otto per Mille della Tavola Valdese, il progetto ha scelto di mettere l'accessibilità al centro: rendere la sede fisicamente fruibile e socialmente accogliente per persone con disabilità motorie, anziani con difficoltà di deambulazione e chiunque incontri ostacoli nella partecipazione.
ESSERE "SEMPRE PIÙ ALLA MANO" SIGNIFICA, PER NOI, TOGLIERE GRADINI – REALI E SIMBOLICI – TRA LE PERSONE E GLI SPAZI COMUNI DEL QUARTIERE. SEMPRE PIÙ PERSONE POSSONO ENTRARE, RESTARE E PARTECIPARE. L'ACCESSIBILITÀ, COME LA PENSIAMO NOI, NON RIGUARDA SOLO L'ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE MA È UN CONCETTO AMPIO CHE DEFINISCE LA CAPACITÀ DEGLI SPAZI – INTERNI ED ESTERNI, URBANI E NATURALI – DI ESSERE FRUITI IN MODO AUTONOMO, SICURO E CONFORTEVOLE DA TUTTE LE PERSONE, INDIPENDENTEMENTE DALLE LORO CONDIZIONI FISICHE O COGNITIVE. SI BASA SUL PRINCIPIO CHE L'AMBIENTE DEVE ADATTARSI ALLA PERSONA, E NON VICEVERSA, VALORIZZANDO LA DIVERSITÀ FUNZIONALE COME PARTE DELL'ESPERIENZA UMANA.
Da spazio chiuso a Casa della Socialità

Il cuore dell'intervento è l'installazione di un servoscala a seggiolino, pensato per superare il dislivello all'ingresso e permettere a tutte e tutti di accedere ai locali in sicurezza. L'impianto permette a persone con gravi difficoltà di deambulazione di arrivare alla sala principale e agli spazi comuni senza dover dipendere dalla forza fisica di altre persone. Parallelamente, i servizi igienici sono stati adeguati per diventare realmente accessibili con l'eliminazione di gradini e restringimenti; installazione di maniglioni e sanitari idonei; spazi di manovra per sedie a ruote e ausili. Ora chi partecipa a un incontro, una proiezione o un'assemblea può restare in sede più a lungo, con servizi adeguati alle proprie esigenze.
Ingresso accessibile
Il servoscala permette di superare il dislivello all'ingresso e raggiungere in autonomia i locali interni.
Spazi interni fruibili
Sale sgombre da ostacoli, arredi flessibili e ambienti adatti a incontri, assemblee ed eventi culturali.
Servizi igienici senza barriere
Bagni adeguati, con spazi di manovra e dotazioni pensate anche per chi usa ausili alla mobilità.



L'accessibilità non è solo un "aggiungere un impianto", ma ripensare gli ambienti perché siano a misura di tutte e tutti. "Siamo sempre più alla mano" è un impegno, non uno slogan: significa tenere la porta aperta, ascoltare chi ancora non riesce a entrare, continuare a cambiare gli spazi e le pratiche perché nessuna e nessuno resti fuori dalla vita del quartiere e dalla Casa della Socialità.
Processo partecipativo nella definizione degli interventi
Per la definizione della soluzione progettuale da adottare, è stato attivato un percorso di confronto diretto con persone con disabilità e con difficoltà motoria, con l'obiettivo di orientare le scelte non solo su criteri tecnici, ma sull'esperienza reale di chi quotidianamente vive gli ostacoli dello spazio. Questo processo di ascolto ha permesso di individuare criticità concrete, spesso non immediatamente visibili, e di valutare le diverse opzioni in un'ottica di effettiva fruibilità. La soluzione individuata è quindi il risultato di un approccio partecipato, che riconosce nelle persone direttamente interessate non semplici destinatarie dell'intervento, ma soggetti attivi nella sua definizione, contribuendo a costruire uno spazio più accessibile perché realmente condiviso.
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Ascolto
Dialogo diretto con persone con disabilità
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Progettazione
Individuare barriere invisibili e soluzioni
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Intervento
Attuazione partecipata con la comunità

Il risultato è un intervento costruito attraverso un processo partecipato, in cui le persone coinvolte non sono semplici destinatarie, ma soggetti attivi nella definizione dello spazio.
Perché l'accessibilità è importante
- Permette a persone diversamente abili e anziane/i di partecipare pienamente alla vita del quartiere.
- Rende gli spazi culturali davvero di tutte e tutti, non solo di chi può fare le scale.
- Trasforma un ex locale chiuso in una Casa dove nessuna e nessuno resta fuori.
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Accessibilità come diritto alla città

L'accessibilità non può essere considerata un elemento aggiuntivo o opzionale, ma una condizione fondamentale per l'esercizio dei diritti di cittadinanza.
Rendere uno spazio accessibile significa garantire la possibilità di partecipare, incontrarsi, esprimersi e contribuire alla vita collettiva. Significa, in altre parole, rendere effettivo il diritto alla città. In questo senso, ogni intervento di abbattimento delle barriere architettoniche è anche un atto politico, che ridefinisce chi può abitare gli spazi e in quali condizioni.
Partecipare
Garantire la possibilità di prendere parte attiva alla vita collettiva del quartiere.
Incontrarsi
Creare le condizioni perché le persone possano ritrovarsi e costruire relazioni.
Esprimersi
Permettere a tutte e tutti di avere voce negli spazi comuni e nelle decisioni condivise.
Diritto alla città
Ogni intervento di abbattimento delle barriere è un atto politico che ridefinisce chi può abitare gli spazi e in quali condizioni.
Oggi
Oggi la Casa della Socialità è uno spazio più accessibile e accogliente, pensato per facilitare la partecipazione di tutte e tutti.
“Siamo sempre più alla mano” è un impegno: continuare a trasformare gli spazi e le pratiche perché nessuna e nessuno resti fuori.
Prospettive e sviluppi futuri
Il percorso avviato non si esaurisce con l'intervento realizzato, ma rappresenta un primo passo verso un processo più ampio. Tra gli sviluppi possibili:
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Monitoraggio continuo
Monitoraggio continuo dell'accessibilità degli spazi
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Ampliamento degli interventi
Ampliamento degli interventi ad altri ambienti della struttura
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Sensibilizzazione
Attività di sensibilizzazione rivolte al quartiere
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Reti territoriali
Costruzione di reti con altre realtà per la mappatura dell'accessibilità territoriale
L'obiettivo è rendere la Casa della Socialità non solo uno spazio accessibile, ma un punto di riferimento per la diffusione di pratiche inclusive nel territorio.
La Casa della Socialità continua a lavorare per diventare "sempre più alla mano": uno spazio aperto, sicuro e accessibile, dove il quartiere può riconoscersi e costruire insieme il proprio futuro.

"Rendere accessibile uno spazio significa aprirlo davvero: non solo togliere ostacoli, ma creare le condizioni perché tutte e tutti possano esserci, restare e partecipare."





