costruiamo insieme la Casa della Socialità
campagna di crowdfunfing: https://buonacausa.org/cause/volsci86
Volsci 86 è il progetto della nascente Casa della Socialità del quartiere San Lorenzo a Roma. Un percorso condiviso da parte della polisportiva popolare Atletico San Lorenzo e della sezione Anpi San Lorenzo.
Le due associazioni, alla fine di un lungo iter burocratico, hanno ottenuto in affidamento dal Municipio Roma II i locali da tempo abbandonati situati in Via dei Volsci 86, arteria centrale del quartiere. Ci sono voluti anni e tanto impegno, ma alla fine il primo passo per la nascita di questo nuovo spazio è stato fatto. Uno spazio che oltre ad ospitare le sedi delle singole associazioni, sarà un un luogo da costruire e progettare insieme.
Per questo abbiamo lanciato questa campagna di crowdfunding cha ha come primo step quello di completare i lavori per far diventare agibili gli spazi e riqualificarli come piace a noi, per renderli vivi e partecipati. Quello che vogliamo costruire è un luogo di incontro e di confronto, dove la memoria storica possa essere preservata e raccontata alle nuove generazioni, perché quello che siamo e che saremo non può che derivare da ciò che eravamo. E dove, attraverso lo strumento aggregativo dello sport popolare, possiamo avere come riferimento la cura del territorio e le vere esigenze di un quartiere al centro di continui e feroci attacchi speculativi.
Il primo step della campagna Volsci 86 prevede la bonifica degli immobili che versano in un grave stato di abbandono.
In particolare, intendiamo:
A. demolire le vecchie pareti e costruire le tramezzature per una nuova e più funzionale distribuzione degli ambienti interni
B. posare una nuova pavimentazione sopraelevata
C. rasare e tinteggiare gli ambienti interni
D. sostituire le vecchie porte di accesso e serramenti con nuovi infissi
E. implementare le opere per garantire l'accesso a persone con difficoltà motoria
La spesa minima prevista è di circa 25.000 €
A seguire sarà previsto un secondo step il cui obiettivo saranno le opere di abbellimento dei locali, l'acquisto degli arredi e delle attrezzature, la realizzazione dei lavori e l'acquisto degli strumenti per rendere gli spazi pienamente fruibili e utilizzabili per tutte la attività previste.
L’Atletico San Lorenzo è un’associazione sportiva nata nelle vie e nelle piazze dell’omonimo quartiere, con la volontà di creare aggregazione, tessere relazioni e riconoscersi in dei valori condivisi, ispirati ai principi dello sport popolare. Un progetto basato sulla condivisione che pone al primo posto della sua idea di sport e di società i temi dell’inclusione, dell’antifascismo, dell’antirazzismo, dell’antisessismo, e della lotta a tutte le forme di discriminazione. Un modello associativo basato sull’autofinanziamento e l’autorganizzazione, in cui lo sport assume il ruolo di trasformatore sociale e strumento di integrazione, crescita e sviluppo del quartiere e della sua comunità.
L’ANPI San Lorenzo ha come sue finalità quelle di unire il quartiere attorno ad una riflessione storica sui processi democratici attraverso la memoria della lotta partigiana ed i valori della Resistenza. Per promuovere la cultura della pace e la tutela dei diritti umani, rinnovando le opportunità di coesione sull'attuazione della Costituzione. Anche attraverso il contrasto al revisionismo e al neofascismo.
Il modello di gestione delle due realtà promotrici pone al centro la questione dell’accessibilità allo sport e alla cultura per tutti e tutte, in particolare per chi è a rischio esclusione. La partecipazione e l’attivismo sostengono la pratica quotidiana nel quartiere, coinvolgendo una comunità di oltre 500 persone che contribuiscono a vari livelli alla vita associativa. Un sistema di mutuo aiuto che si alimenta nella convinzione che il "fare insieme" produca valore diffuso e moltiplicato, e che l'autorganizzazione promuova una vivibilità fuori dalla logica del profitto imperante.
Il sostegno esteso, che ci auspichiamo di innescare attraverso il lancio di questa campagna, aumenterebbe di fatto la possibilità di mantenere vive le relazioni e le azioni che sono alla base dell’intervento rivolto a questa comunità sempre più ampia. Lo spazio che immaginiamo, infatti, vuole essere un punto di riferimento per condividere il principio di solidarietà, incontrarsi e confrontarsi, costruire possibilità, promuovere iniziative, sostenere cause e progettualità contro ogni forma di discriminazione e disparità. Un luogo di incontro per assistere a presentazioni di libri, laboratori per i più piccoli, spazi di aggregazione giovanile e adulta, rassegne tematiche, esposizioni e performance artistiche.
Contribuendo alla realizzazione della Casa della Socialità si contribuisce, inoltre, a mantenere vive le attività sportive rivolte ad oltre 200 piccoli e piccole atleti e 250 giovani e meno giovani che praticano sport nelle varie discipline (scuola calcio popolare, minibasket, minivolley, calcio maschile, calcio a 5 femminile, calcio a 8, basket maschile, basket femminile, pallavolo mista). La collaborazione tra le due realtà favorirà il dialogo tra generazioni per costruire una cultura della pace e dei valori democratici e antifascisti. La riappropriazione collettiva degli spazi della Casa aumenterebbe, in una parola, la vivibilità del quartiere, contrastando l’inseguimento della logica del decoro a tutti costi, delle misure securitarie e dell’estrattivismo finanziario e capitalistico di pezzi sempre più grandi di città.
Poter fare riferimento ad uno spazio comune permetterà di incrementare attività che già da tempo vedono una fattiva collaborazione tra le due associazioni e il tessuto sociale e culturale del quartiere, rafforzando in tal modo le reti e le sinergie, per favorire la partecipazione civile, l'inclusione sociale, il recupero di risorse storiche materiali e immateriali e la loro integrazione nel quotidiano, la prosecuzione della tradizione di resistenza e libertà insite nel quartiere.
*note sulle ricompense:
1) la stampa del disegno originale di Zerocalcare sarà inviata per posta oppure consegnata a mano in una delle iniziative dell'Atletico San Lorenzo o di Anpi.
2) l'organizzazione di un'iniziativa (incontro, dibattito, presentazione) prevede l'utilizzo degli spazi per mezza giornata in una data stabilita di concerto con le associazioni che gestiscono la Casa della Socialità; il tema, il titolo, gli ospiti, e gli argomenti dell'iniziativa dovranno essere in linea con i valori dell'Atletico San Lorenzo e dell'Anpi, e comunque sottoposte all'approvazione previa da parte dei Consigli Direttivi delle due associazioni.
3) l'organizzazione di un ciclo di iniziative (corso, seminario, workshop) prevede l'utilizzo degli spazi per 4 mezze giornate in date stabilite di concerto con le associazioni che gestiscono la Casa della Socialità; il tema, il titolo, gli ospiti, e gli argomenti del ciclo di iniziative dovranno essere in linea con i valori dell'Atletico San Lorenzo e dell'Anpi, e comunque sottoposte all'approvazione previa da parte dei Consigli Direttivi delle due associazioni.
A marzo un lutto terribile ha sconvolto la nostra comunità politica, lo sport popolare, la famiglia e gli amici di Andrea Dorno. Ma oltre allo sconforto abbiamo provato a mettere in circolo le immense energie che aveva Andrea. Due eventi, a agosto a Avetrana e a settembre a Roma, lo ricordano, con basket, concerti, dialoghi. Per continuare a sognare e a costruire mondi.
di Mattia Tombolini (fonte Dinamopress)
La sera del 22 marzo del 2022 a Roma la terra trema, il vento diventa freddo, il silenzio cala su tutta la città.
Quello che accade da questo momento in poi avviene su un piano della realtà diverso da quello che attraversiamo normalmente.
Quotidianamente ognuno vive il suo piano della realtà, si sveglia e porta avanti una giornata dove probabilmente, per qualche motivo e per un tempo determinato, incontrerà il piano della realtà di qualcun altro.
Da quella sera invece, per qualche settimana, succede che centinaia di persone abbandonano il mondo individuale in cui sono risucchiate e si trovano tutte, veramente, a vivere la stessa realtà.
Cominciano a non comprendere più cosa sia vero e cosa no, i più materialisti vacillano, ai più sicuri cedono le gambe, ai più cazzoni scompare il sorriso e anche solo l’idea che un tempo si sia potuto ridere.
Quello che ho visto e vissuto, quello che abbiamo vissuto collettivamente (per una volta per davvero) sotto casa di Andrea Dorno da quel giorno alle settimane successive è stato qualcosa che ha scosso la realtà nostra e di tutte le persone che ci hanno incontrato.
Vivono in me sensazioni contrastanti in un modo che prima di questo evento non avevo mai conosciuto. L’idea che tristezza e gioia possano coesistere nello stesso identico momento, lo scoramento e l’orgoglio, la rabbia e la desolazione, insomma che tutte queste cose potessero vivere dentro di me contemporaneamente è qualcosa di nuovo, qualcosa di cui ancora mi devo fare un’idea e che mi destabilizza contemporaneamente.
Da quella sera è iniziato un rito collettivo incredibile, mai visto.
Qualcosa che però va raccontato e tenuto vivo.
Le persone hanno sentito il bisogno di stare insieme, di condividere questo dolore lancinante che ha lasciato cicatrici sui cuori di una comunità vastissima.
Da quella sera la rete di persone che probabilmente esisteva solo nella testa di Andrea e che solo lui poteva tenere insieme, si è palesata e si è vista essere qualcosa di enorme.
Proprio sta notte ti ho sognato Andrè e mi dicevi che ti faceva male la schiena e io ti rispondevo, “sì, sticazzi della schiena piuttosto come hai fatto ad andartene dormendo?” e tu mi hai risposto con un sorrisone dei tuoi. Mi piacerebbe parlare con te in prima persona come se tu potessi veramente leggere questo testo e dirti: non puoi capire che abbiamo fatto per te!
Sono stati giorni tragici e incredibili, in parte mi ricordavano i giorni di occupazione quando tutti fanno qualcosa 24 ore su 24, chi fa striscioni, chi fa scritte, chi piange, chi si abbraccia, chi organizza e chi fa cose e avanti così per giorni fino al funerale in cui abbiamo riempito San Lorenzo e il campetto con centinaia e centinaia di persone. Fumogeni, cori, bandiere, bambini e bambine, fricchettoni, skin head, commercianti, festaioli, cestisti, de tutto e de più, c’era anche qualche politichetto di quelli a cui avresti voluto sputare in faccia, spaesato come un pesce fuor d’acqua.
Una cosa incredibile, un rito collettivo mai visto, laico, finito a Communia per ore a parlare di te e a non lasciarti andare, poi la festa liberatoria.
Erano due anni che non ballavo e mi sono ritrovato a farlo al funerale tuo, intorno a un banano con le scarpe zuppe di birra caduta a terra e poi la sera tutti in pullman per Avetrana (la città natale di Andrea) e altri due giorni di cori e pianti.
Io non credo che questa roba sia scontata e non credo che passi così.
Sono eventi che accadono ogni mille anni, lo dico cercando di essere il più lucido possibile.
Ma perché?
Cerchiamo di mettere da parte l’enorme amore che proviamo per te, cerchiamo di mettere da parte tutto quello che sei per tutti noi. Cosa si è visto in quei giorni?
Si è mostrata al mondo l’opzione che forse solo te avevi così chiara in testa, una comunità reale tenuta insieme non da legami di sangue, non da questioni economiche o costrizioni, ma da un sogno.
E questo sogno non è solo “lo sport popolare”, perché sarebbe scemo e riduttivo.
Probabilmente è un sogno di un mondo diverso e possibile (che detta così può sembrare la cosa più retorica che c’è).
Mi sono reso conto negli ultimi tempi di come sia scomparsa proprio l’idea di “indipendenza”, come opzione possibile o praticabile.
Prendiamo il campo della musica ad esempio, l’idea che possa esistere un mondo al di fuori o addirittura alternativo a quello “ufficiale” a quello delle canzonette di merda in radio o dello starsystem o che si possa comunicare senza fare decine di storie su istagram al giorno dove si elencano i cazzi propri (e dove fondamentalmente si grida IO IO IO in continuazione). Ovviamente questo è solo un banale esempio superficiale ma mi pare che il modello individualista e del “salvarsi da soli” sia quello che sta vincendo a tutti i livelli.
Di fronte a questo l’Atletico San Lorenzo sta dando un messaggio inverso e contrario, sta dicendo che non ci si salva mai da soli e che può esistere un modello indipendente dalle logiche del profitto (quindi al capitalismo) ma anche sostenibile, sia economicamente che eticamente.
Qualsiasi cosa vogliamo costruire per il futuro deve avere queste tre grandi E, deve essere:
Ecologicamente sostenibile, Eticamente sostenibile, Economicamente sostenibile.
Laddove è mancata anche una sola di queste E abbiamo visto fallire i progetti e creare modelli non riproducibili. Di questo parlavamo spesso con Andrea e oggi capisco perché questa sua continua voglia di cercare di essere un “uomo-rete” che collegava e teneva insieme cose apparentemente così inconciliabili. Di come aveva preso con entusiasmo la nascita di Momo e di quanto l’avesse profondamente capita, prova per me di una sensibilità e di un'intelligenza rara che sapeva commuovermi e farmi incazzare.
L’Atletico San Lorenzo sta dando questo messaggio, con continuità e passione ha creato un modello sostenibile e tutte le persone che vi partecipano sanno di non occuparsi solo di sport popolare ma si occupano di “tutto”.
Fuori da questo però esiste anche chi fa un lavoro diverso e cerca di tenere insieme i pezzetti, cercando veramente di valorizzare le differenze e non creare ogni giorno un muro in più.
Realtà concrete e reali sembrano non esistere al netto della comunicazione di cui sopra, che mette al centro sempre il singolo, che ci parla di una politica senza nessuna delle tre “E”, che ci fa sentire sempre più schiacciati e soli.
Per tutto questo la narrazione di questi sogni è diventata oggi più urgente e necessaria che mai.
Questa è l’urgenza, quella di capire quali sono le cose necessarie veramente e quali no, di seppellire i modelli che hanno perso una volta per tutte, tirarne fuori quanto di buono abbiamo appreso e lasciarceli alle spalle e non farci schiacciare di fronte alla scelta del voto come se tutto ciò non contasse veramente nulla. Di ragionare e lavorare per creare modelli indipendenti e radicali, che vanno alla radice delle questioni, tentare di rappresentare un’alternativa non solo possibile ma anche credibile a cui affidarsi. Di fronte alla “crisi della militanza” possiamo dire di aver individuato la risposta a questa crisi, che tiene insieme il fatto che siamo precari e precarie con il piano individuale, quello lavorativo, quello comunitario e quello della sostenibilità anche della militanza stessa.
Tra le tante energie che si sono messe in moto dal 22 marzo in poi ci sono i ragazzi e le ragazze di Avetrana, che come avrebbe voluto Andrea si stanno spingendo oltre la memoria e si stanno autorganizzando per costruire qualcosa, per rilanciare, a partire dai due giorni di eventi che c'è stato il 20 e 21 agosto nel VADO E DORNO SUMMER FESTIVAL.
Il 15, 16 e 17 settembre a Scalo San Lorenzo ci sarà una festa per il compleanno di Andrea Dorno, un momento che vuole sì essere di ricordo e di festa ma anche estremamente politico, che forse può farci ritrovare e prendere coscienza del fatto che possiamo e dobbiamo pretendere di contare. Che tutti gli altri (a partire dalla istituzioni di turno), a San Lorenzo e non solo, devono fare i conti anche con noi.
Con Andrea nel cuore, ovunque tu sarai.
Il 22 marzo 2022 è una data che non dimenticheremo.
Abbiamo perso un fratello, un compagno, un amico, un atleta instancabile.
Il più alto, il più forte, il più dolce, il più vitale di noi.
Andrea se ne è andato improvvisamente, e niente sarà come prima.
Se ne va un amico sincero con cui abbiamo condiviso tutto, gioie e dolori, vittorie e sconfitte.
Se ne va un compagno con il quale tanto abbiamo fatto e tantissimo avremmo dovuto ancora fare.
Ci lascia una ferita profonda che non smetterà di bruciare; ci lascia un vuoto incolmabile che proveremo a riempire con tutto quello che siamo, con tutto quello che era; con ogni coro, con ogni pallone che rotola sui campi, con ogni vittoria, con tutti gli abbracci, le risate e le battaglie che porteremo avanti.
Ci proveremo insieme, perché siamo una famiglia, una grande famiglia. Sette giorni su sette, dentro e fuori dai campi, per le strade del quartiere.
In questo momento, purtroppo, non riusciamo a dire altro. Ci affidiamo alle sue parole, in questa lunga intervista, realizzata qualche tempo fa: L'osteria del pallone. La parola ad Andrea Dorno.
E ci associamo all’immenso dolore della famiglia.
Il suo ricordo non morirà mai.
Ciao Andrea. Fai canestro ovunque tu sia.
In principio era una mela.
In principio era una mela. Cioè, in principio fu il verbo, ma la parte sicuramente più interessante era la mela. Anzi un melo in realtà, verde, brillante, maestoso come nessun melo fu mai creato. Anzi era l'unico melo e sull'unico melo pendeva un'unica mela che attirava le attenzioni di un uomo e una donna. Insieme, uomo e donna, costretti contro il loro volere in una terra perfetta ma artificiale, dove l'unica regola era sentirsi liberi ma non esserlo sul serio. In origine fu una mela, e la disobbedienza che ne seguì.
Quando per la prima volta donna e uomo rinunciarono alla monotonia dell'essere umano moderno (all'epoca erano moderni).
Una mela che rubarono e cominciarono a passarsi, a lanciarsi, a far rimbalzare fottendosene del casino cosmico che avevano appena creato, dell'incazzatura divina generata nel padre, nello spirito santo (il figlio non era ancora arrivato) e in tutti gli angeli e santi. Una mela che divenne sfera, una sfera che divenne passione, umana passione, una passione che divenne volleyball.
E nella fissa e deprimente quotidianità di oggi, dove le regole ci fermano, dove il nostro Atletico San Lorenzo attende gli eventi, in una palestra del Tuscolano (terra ribelle e libera come piace alla nostra squadra) una genesi illumina le strade deserte con il rumore di una mela lanciata, fatta rimbalzare, schiacciata e murata.
È la genesi del volleyball atletico, che nel freddo del febbraio romano, in barba al virus, agli avanzi sullo stomaco, degli stiramenti causati dalla ipotermia, prepara il suo esordio in campionato. E come ogni rivoluzione, con la forza dell'indipendenza, dell'autonomia, della disobbedienza e di un po' di anarchia (che non guasta mai) insieme senza dubitare in alcun modo delle proprie sportive capacità la squadra urla al cielo: se tutto se ferma noi andiamo avanti!
L'epicità del momento è tanta (fidateve era proprio tanto epica quando l'abbiamo detto), abbiamo la mistress portatrice de luce (chi ce vuole vedere un accostamento col fu "lucifero" è evidentemente in mala fede), il nuovo capitano detto "l'ambidestro" (schiaccia con la destra, la sinistra, entrambe le mani, con la testa e dopo le vacanze pure con la panza), il "distruttore di mondi" (meglio degli avversari stante il trauma cranico causato con una sua innocua schiacciata ai danni di un innocente giocatore), la "pantera", capace di effettuare recuperi che neanche la mente umana più perversa puo' immaginare. E tante e tanti altri atletici pronti a entrare in campo e ribadire che donne e uomini, insieme, possono essere liberi di cambiare il mondo.
Ma prima, liberi de vince una partita che so due anni che non ne vinciamo una!
In alto i nostri colori. In alto i colori dell'Atletico San Lorenzo.
Giovedi 10 febbraio, ore 21.15, Palestra I.C. "Mastroianni", Via Orvieto 45
RMC PinGoo Volley vs Atletico San Lorenzo
Una barriera piantata in mezzo al cuore.
Quello che passa nella mente di un calciatore dilettante quando salta la routine settimanale dell’allenamento/partita non lo si può capire a fondo fino a quando quella routine stessa non salta realmente. È innegabile che il calciatore dilettante viva una sorta di liberazione a fine campionato quando, libero dagli impegni sportivi, può, per qualche tempo, dedicarsi al diletto e agli affetti con maggiore coinvolgimento di tempo e di pensieri. Ma se è consapevole che quel limbo estivo individua una fase a tempo determinato della sua vita, un senso di spaesamento lo ha colto quando si è trovato di fronte la situazione di perenne attesa verificatasi a partire da marzo 2020 e poi perpetratasi per tutta la stagione 2020/2021.
Come si poteva rispondere a quella situazione di stallo? A quella situazione di distacco?
Non avere la possibilità di allenarsi e non avere il coinvolgimento emotivo della partita ha fatto sì che in molti mollassero e che anche l’attività sportiva stessa venisse derubricata. Per molti ha significato la fine della pratica di uno sport che magari era durata anni. Questo è stato il caso di tanti giocatori e di tante squadre, ma per fortuna non dell’Atletico San Lorenzo. Vuoi per un solido impalcato societario alle spalle proprio dell’azionariato popolare, vuoi per un approccio inclusivo alla salute e allo sport, la nostra polisportiva ha continuato a garantire attività, come se il campionato fosse in corso. Nel rispetto delle varie limitazioni dettate dalla zona rossa e arancione, attraverso frustranti allenamenti distanziati a giocare a “calcio balilla umano” e grazie alla dedizione di tecnici volenterosi e preparati, si è sempre andati in campo per mesi e mesi, senza spogliatoi in cui cambiarsi e fare la doccia, e soprattutto senza l’orizzonte competitivo delle gare di campionato da giocare. Forse proprio lì sono stati piantati i germogli di questa squadra che oggi ammiriamo.
Se l’Atletico San Lorenzo oggi gioca un bel calcio, fatto di possesso palla, di rapide trasmissioni e di sponde, basato sulla solidità difensiva e sull’estro dei tanti giocatori di qualità, il merito risiede nella dedizione dimostrata da un gruppo di calciatori volenterosi che nei tanti mesi di pausa ha assimilato i concetti tattici di mister Emiliano Curti, tra l’altro arrivato proprio alla vigilia della stagione 2020/2021 poi non disputata. E’ grazie soprattutto a lui, alla sua pazienza e alla sua volontà, se questa squadra non si è persa nei miasmi della pandemia, ma anzi si è ritrovata e si è compattata intorno a un nucleo forte di veterani ormai “atletici” nel sangue, a cui si sono aggiunti tanti ragazzi nuovi che sono arrivati nel corso di quei lunghi mesi. Accanto al mister è da ringraziare sicuramente tutto lo staff tecnico e dirigenziale, a partire dal sempiterno mister Alberto Caci e dal mitico preparatore dei portieri Fabio Calastri, per passare al direttore Giancarlo Giorgi e all'inossidabile Andrea Greco, fino all’apporto indispensabile di Vito Messina e del grande Gigi Guerra.
Sullo spirito e la dedizione ha di certo inciso, poi, il ritorno a casa tra le mura amiche del “Benedetto XV” alias Cavalieri di Colombo, che proprio nel periodo della pandemia ha aperto nuovamente le proprie porte per permettere anche al calcio maschile dell’Atletico San Lorenzo di svolgere su quel campo “terra e brecciolino” i propri allenamenti. E la squadra su quel campo è cresciuta, è diventata tatticamente adulta ed anche bella a vedersi.
Il ritorno in campo nelle amichevoli estive, e poi nel quadrangolare Vesta Cup organizzato a giugno in quel di Casalbruciato, ha permesso al gruppo di confrontarsi finalmente con realtà blasonate, come ad esempio la Romulea e la Vjs Velletri, che hanno dato la possibilità al mister di provare un approccio difensivo guardingo, basato su una difesa a 3 mai sperimentata prima dalle parti di San Lorenzo. La risposta della squadra sul piano della solidità difensiva c’è stata, e tutto avrebbe fatto pensare che tale modulo fosse riproposto nel precampionato della stagione 2021/2022.
E invece, in base anche al capitale umano a disposizione, il modulo in questione è stato abbandonato per un apparentemente accademico 4-4-2. L’arrivo in rossoblù di diversi giocatori di qualità, affacciatisi durante il periodo pandemico e la preparazione estiva, tra cui i difensori Lorenzo Di Giorgio e Bruno Sinopoli con l’ex pallavolista Luca Ingrati, oltre al portiere palestinese Rafat Masri, i centrocampisti Simone Sardo e Massimo Pacifici con il trentino Simone Vaccari, il bulgaro Alex Botev e il sanlorenzino Daniel Felici, ed in avanti il nigeriano David Joseph, il duo abruzzese formato da Michele Aquila e Mattia Costantini, il valtellinese Davide M'shali. Tanti calciatori che hanno impresso alla squadra un volto diverso rispetto a quello estivo e di conseguenza anche il modulo doveva adattarsi. Che poi, parlare di 4-4-2 quando in rosa si hanno tanti giocatori che con il pallone ci parlano (non dimentichiamoci che nell’attacco sanlorenzino sono rimasti elementi del calibro di Daniele Mulé e Giordano Al Safadi) è un po’ riduttivo. La squadra nel precampionato fa “percorso netto”. Nessuna sconfitta, tante vittorie, ma soprattutto ottime prestazioni sia con rivali che poi si ritroveranno da sorteggio nel medesimo girone di Seconda Categoria sia con squadre di una se non due categorie superiori. Tra queste spicca senza dubbio la bella vittoria nel torneo triangolare Memorial "Valerio Marchi" che vede l'Atletico affrontare la Borgata Gordiani e i Liberi Nantes in un bellissimo sabato in ricordo del compianto "sociologo di strada" di San Lorenzo.
Non è per niente facile per Mister Curti. L’abbondanza in alcuni ruoli apre i ballottaggi già in difesa dove i nuovi devono vedersela con i sempre vivi Andrea Pantanella, Sergio Cortini e Giacomino Caricati, con il capitano Bob Bonamassa ed il vice Lollo Diana, ma è soprattutto a centrocampo che la concorrenza si fa dura con la presenza dei francesi Julien Bikou e Robin Tedesco, dei napoletani Peppe Mascia e Bernardo Tuccillo, di Matteo Federico, Pietro Decorato e tanti altri. Siamo così tanti che ad un certo punto su idea di Rosario Coco e Gabriele Galici si forma anche una squadra di calcio a 8 che disputa il suo campionato parallelo e da spazio a tutti (da Rocco a Marcosky, da Thomas il greco a Thomas il francese, da Alioscia a Fumasoli, troppi per citarli tutti ma da ringraziare comunque). Insomma, c'è il classico imbarazzo della scelta, una di quelle difficoltà che tutti gli allenatori vorrebbero avere nella propria squadra, e a parte qualche piccolo infortunio e quelli un po' più seri di Sergione e Mattia (a proposito, in bocca al lupo), la sensazione è che chiunque si possa giocare il posto da titolare e tutti siano comunque utili alla causa.
L’Atletico sa giocare a calcio, l’Atletico non butta mai il pallone, l’Atletico non ha paura di nessuno.
Con queste premesse la squadra si avvicina all'esaltante esordio casalingo, contro il Real Tuscolano. Dopo quasi due anni si torna a giocare (e a tifare). Ma proprio sul più bello, nella settimana dell’allenamento di rifinitura, spunta in mezzo al campo dei Cavalieri di Colombo una barriera. Il campo è diviso in due da una lunga recinzione metallica che di fatto rende impossibile qualsiasi attività tattica. Vengono persino segate le porte e spenta una parte dell’illuminazione. Una squadra senza campo, senza porte e senza luce si accinge ad iniziare il campionato, un po’ sconvolta nell’animo ma consapevole delle proprie capacità.
Vuoi per l’emozione del debutto davanti ad un pubblico di categoria superiore con più di 200 persone ad incendiare gli spalti, vuoi per i cattivi pensieri che hanno animato la settimana a causa della storia delle barriere, qualcosa nella macchina rossoblù si inceppa proprio in partenza. Seppure la partita si gioca praticamente sempre nella metà campo avversaria, non sono molte le occasioni da gol create, tra cui due clamorose capitate sui piedi di Matteo Federico e su quelli di Mattia Costantini. La prima di campionato finisce però sul più classico degli 0-0, ma si festeggia comunque il ritorno in campo e sugli spalti. La squadra ha dimostrato un buon palleggio e delle buone trame, ma una scarsa propensione a trasformare in occasioni la mole di gioco.

Il copione è lo stesso nella prima trasferta in quel di Aprilia, solo che qui l’Atletico San Lorenzo fa una partita con maggiore ritmo e le occasioni da gol fioccano, su tutte una bellissima punizione di Daniel Felici che finisce sulla traversa sullo scadere del primo tempo. Poco dopo Giordano Al Safadi calcia un rigore centrale che il portiere, seppure protesosi in tuffo da un lato, riesce con un colpo di reni a respingere, e nella ripresa malgrado il forcing atletico non si riesce a scardinare la porta avversaria. Finisce anche qui 0-0 e la squadra inizia a soffrire un po’ del mal di gol.

Ma i giocatori salgono di livello e di prestazione e, finalmente, la squadra si sblocca alla terza, in casa contro il Puglisi Nettuno, e con lei torna al gol Giordano Al Safadi con un bellissimo tiro da fuori che mette a tacere i primi rumori su un inizio traballante. La partita però la sblocca Simone Sardo, che bagna il suo esordio da titolare con un gran tiro da fuori deviato in rete. Arrotondano il risultato Lorenzo Di Giorgio, schierato questa volta esterno alto, che dopo una bella serpentina chiude di sinistro una bella azione corale, e David Joseph, che di lì a qualche settimana abbandonerà la squadra per proseguire, una volta ottenuto il tanto sospirato permesso di soggiorno, la propria vita in Austria (buona fortuna). La partita finisce 4-1 e l’Atletico San Lorenzo subisce il suo primo gol, su rigore.

E’ ancora vittoria, la prima fuori casa, anche nella giornata successiva sul campo del Sant’Onofrio. Malgrado una gara spigolosa condita da falli e perdite di tempo l’Atletico si impone con un indiscutibile 1-3 senza mai soffrire e soprattutto senza mai cadere nelle provocazioni che su questi campi sono la norma. Apre le danze ancora Giordano Al Safadi con una bellissima punizione a due in area e le continua Davide M’shali con la prima doppietta in maglia rossoblù. Il gol della bandiera siglato sul finale dai padroni di casa non toglie nulla ad una vittoria che dà convinzione alla squadra.

E' con questo spirito che si arriva al primo vero test, in casa contro lo Sporting Pomezia. Gli avversari sono una bella squadra e ben messi in campo, ma i nostri tirano fuori una delle più belle prestazioni nella storia dell’Atletico San Lorenzo e con un perentorio 2-0 portano a casa la partita senza soffrire mai più di tanto. Neanche quando, a causa dell’espulsione per fallo da ultimo uomo del capitano Bob, si è costretti a giocare quasi mezz’ora in 10. I marcatori sono ancora M’shali in girata e Julien Bikou con un gol da cineteca che resterà a lungo impresso negli occhi del numerosissimo pubblico sugli spalti. Come un novello Diego Armando Maradona in Argentina-Inghilterra il nostro francese d’acciaio parte palla al piede da centrocampo e dopo aver superato almeno 6 avversari deposita la palla in rete con un bel pallonetto di sinistro che si infila sull’angolo opposto e fa impazzire di gioia la torcida rossoblù.

Nella gara successiva, dopo cinque risultati utili consecutivi, però, l’Atletico si impantana a Cisterna di Latina. Arriva la prima sconfitta su un un difficile campo in erba naturale molto pesante per via della pioggia e del fango. Anche a causa di errori nella scelta dei tacchetti i nostri ragazzi si arrendono agli ostici padroni di casa che mettono la partita sui binari dell’agonismo e della cattiveria. Un secco 3-1 senza appello per i rossoblù sanlorenzini in una domenica che ha forse come unica nota positiva il primo gol stagionale del Paco Pacifici con dedica alla fantastica crew dei San Lorenzo Rejects che segue l’Atletico in ogni campo e in ogni partita (infrasettimanali di coppa inclusi).

Il ritorno alla vittoria non si fa attendere e dopo solo una settimana, per la settima giornata di campionato, l’Atletico San Lorenzo è protagonista di una bella e sofferta vittoria contro il Virtus Campo di Carne. Una gara aperta e giocata bene da entrambe le compagini in campo (in fondo affinché venga fuori una bella partita bisogna essere in due a giocare a calcio), con entrate vigorose, confronti fisici (come è logico e giusto che sia) ma sempre nel rispetto e nella sportività. L’Atletico passa in vantaggio quasi subito con Giacomino Caricati e raddoppia allo scadere con il solito M’shali, ma si fa raggiungere ad inizio ripresa dalla Virtus che arriva anche a sfiorare il gol del sorpasso. Al 90’ però ci pensa Giordanino a far esplodere la curva rossoblù per un 3-2 finale da brividi. La giusta chiosa a questa gara è il saluto che rivolge alla tribuna l’allenatore della squadra avversaria che malgrado la bruciante sconfitta all’ultimo minuto viene a fare i complimenti per “l’estenuante incoraggiamento alla propria squadra e la sportività esemplare” (qui il post degli avversari).

Nel frattempo si segnala l’arrivo di Emiliano Pasquetto, un altro sanlorenzino doc a rinforzare la rosa della squadra, che si ambienta rapidamente nello spogliatoio atletico. Prova ne è la trasferta in quel di Cecchina contro il Lucky Junior regolato con tranquillità con il più classico dei risultati. Uno 0-2 che porta le firme del veterano Lollo Diana, lesto ad inzuccare di testa su corner dalla destra, e proprio dell’ultimo arrivato Pasquetto in rete dopo un bel triangolo con Mulè. È questa la partita della consapevolezza che sancisce la forza della squadra, e soprattutto la solidità e l'unione di un gruppo che si è cementato nell’anno e mezzo di pandemia e che paradossalmente ha trovato ancora maggiori motivazioni nelle difficoltà di doversi allenare su un campo diviso a metà dalla famosa barriera, senza porte e con scarsa illuminazione. Le presenze agli allenamenti, nonostante le contingenze e le problematiche oggettive, non sono mai diminuite. Malgrado quelle barriere piantante in mezzo al cuore, il battito atletico ha continuato a scandire il ritmo senza mai fermarsi.

Una consapevolezza di squadra resa ancora più forte dal passaggio del turno di Coppa Lazio. Nella doppia sfida con il Signia Calcio l’Atletico porta a casa due pareggi (1-1 in quel di Segni e 0-0 in casa) ipotecando il passaggio del turno grazie al maggior numero di reti fuori casa. Il gol che vale doppio, il primo nella storia rossoblù, è ancora del vicecapitano Diana. Da conservare negli annali la partita di ritorno, nella quale sotto una pioggia torrenziale di un 8 dicembre fuori dal comune, la squadra in campo resiste insieme ad una cinquantina di eroi sugli spalti. A fine gara si festeggia zuppi ma entusiasti per questa avventura di coppa che infiamma i sogni della tifoseria pronta a lunghe trasferte bucoliche nelle provincie laziali.

È proprio con questa consapevolezza che la squadra si appresta ad affrontare da terza in classifica la prima e la seconda del girone. Sono, infatti, due big match uno appresso all’altro che chiudono l’anno prima della sosta natalizia. Si affronta prima in casa il Pro Calcio Nettuno e poi in trasferta il Real Torvajanica, due squadre costruite nettamente per vincere con grossi investimenti economici e calciatori di categoria superiore. Sul campo usciamo con una doppia batosta, un immeritato 0-3 contro i nettunensi e un perentorio 2-0 in quel di Pomezia, ma comunque sul piano del gioco teniamo testa ad entrambe le compagini e dimostriamo che il modello del calcio popolare può essere competitivo anche in contrapposizione a società organizzate e con forze finanziarie completamente diverse.

La consapevolezza, quindi, non è venuta meno. Ad essa si aggiunge non solo la grande voglia di ricominciare a giocare dopo la pausa forzata, ma soprattutto la caduta di quella “barriera piantata in mezzo al cuore” che dà il titolo a questo scritto. Dopo una lunga mobilitazione, infatti, durata più di due mesi nei quali abbiamo lottato, resistito e tenuto duro sia come polisportiva che come squadra, la vicenda del “Benedetto XV” si è conclusa da vincitori con la salvaguardia dello storico campo di calcio a 11 (qui il resoconto). Da poco meno di un mese siamo tornati ad allenarci sul nostro campo e siamo pronti ad affrontare il campionato più forti e più uniti che mai.
Con queste premesse il 2022 si annuncia come un anno calcistico tutto da seguire per la compagine di calcio maschile della polisportiva popolare più grande d’Italia. A cominciare dall’impegno di domenica prossima 6 febbraio in casa contro il Testaccio 68 per il quale invitiamo tutto il popolo rossoblù a venire a sostenerci. L’appuntamento è alle ore 15.00 puntuali al Campo Vittiglio per tornare a giocare, a tifare e a colorare gli spalti. TI AMO CAMPIONATO.
Qualche immagine della prima parte di stagione del calcio maschile
la curva dell'Atletico al Memorial "Valerio Marchi"
Capitan Bob col sole in fronte "dentro quel campetto terra e brecciolino"
noi siamo il San Lorenzo, tum tum tum
la squadra al completo con la coppa durante uno degli ultimi allenamenti del precampionato
le barriere piantate in mezzo al cuore non fermano la voglia di giocare
rossoblu è il colore, orgoglio del quartiere

braccia al vento per l'Atletico San Lorenzo
sostenitori del rossoblu in quel di Aprilia
squadra e curva insieme festeggiano la prima vittoria
i San Lorenzo Rejects in trasferta a Sant'Onofrio
seconda vittoria consecutiva e prima in trasferta, si festeggia così
su le mani per l'Atletico San Lorenzo
pioggia, goliardia e scivolate
quando è gol! segna Julien ed esplode la curva

le squadre a centrocampo prima della brutta sconfitta a Cisterna di Latina
la vittoria è più bella quando arriva al 90°
squadra e tifosi dopo la vittoria sul Lucky Junior a Cecchina

un tranquillo mercoledì di Coppa
la tifoseria dell'Atletico ricorda Mensi degli Angelic Upstarts
la torcida rossoblu non molla
Dopo più di due mesi di mobilitazione, a seguito di quello che doveva essere il preludio allo smantellamento del campo di calcio nel cuore di San Lorenzo, siamo felici di poter annunciare che abbiamo raggiunto un accordo con la Fondazione Cavalieri di Colombo per il futuro dell'impianto Benedetto XV.
Per saperne di più sulla storia del campo e sulla sua funzione qui il nostro dossier: 11 - Un campo di calcio a San Lorenzo
Le magiche avventure dello Statico San Lorenzo (che ogni tanto diventa Atletico).
La nostra squadra dei Giovanissimi Under 15 ha intrapreso quest'anno l'avventura in un campionato federale del settore giovanile. I ragazzi e le ragazze, quasi tutti cresciuti fin da piccoli nella nostra "Scuola Calcio Popolare", hanno finalmente coronato il sogno di cimentarsi in un torneo della Lega Nazionale Dilettanti della FIGC e di giocare per la prima volta su un campo di calcio a 11. Le cronache delle loro gare sono riprese fedelmente dalla chat dei genitori, dove alcuni di loro si dilettano (con ottimi risultati) nel raccontare le partite ad uso e consumo di quelli che non sono venuti al campo... Con il consenso degli autori le riportiamo qui per raccontare la prima parte della stagione 2021/2022.
Ah... dimenticavamo: Statico San Lorenzo è il nome che ha preso la squadra in questione fin dai suoi esordi in nome della sua poca vena atletica... che però ogni tanto viene fuori!
1ª giornata - 31 ottobre 2021

2ª giornata - 7 novembre 2021
3ª giornata - 14 novembre 2021

4ª giornata - 21 novembre 2021

5ª giornata - 28 novembre 2021
6ª giornata - 5 dicembre 2021
7ª giornata - 12 dicembre 2021


Le prime partite della pallacanestro rossoblu in Promozione nella stagione 2021/2022.
La pallacanestro maschile dell'Atletico San Lorenzo ha iniziato la stagione 2021/2022 con ottimi propositi e nuovi glutei alla guida dei ragazzi rossoblù, quelli di Coach Fiore, che fino ad ora mai si sono poggiati sulle panche di legno predisposte sul lato del campo da gioco, mai si sono rilassate nel corso dei tre match disputati nel 2021.
La prima partita della stagione, grandioso sostegno del poco pubblico presente sugli spalti a causa delle restrizioni sanitarie, prima vittoria sul campo di venti punti (66-86) ma anche prima sconfitta a tavolino, a causa di inesattezze nei documenti ufficiali di gara.

Nella seconda partita la voglia di riscatto rendeva l'aria vibrante, sugli spalti erano presenti molte mascherine inneggianti alla squadra per la prima in casa nel quartiere San Lorenzo e gli avversarsi concentrati e capaci facevano presagire una partita difficile fin dal riscaldamento. Una partita spettacolare, conclusasi al cardiopalma è esplosa nell'incontenibile gioia di una curva che ha sostenuto la squadra fino alla vittoria.

La terza partita è stata una importante conferma dell'affiatamento della squadra di Coach Fiore, una vittoria ampia che però ha aperto ad una sequenza di quarantene e partite rimandate a data a destinarsi che prosegue fino alle prime partite di questo nuovo anno.

In due mesi abbiamo giocato tre partite, poche, tutti noi ci auguriamo che si possa giocare a basket in sicurezza e tranquillità, auguriamo a tutti i giocatori di superare indenni questo momento di allenamenti precari, di partite rimandate e di sessioni da tre di tamponi rapidi.
La classifica del 2021 del Girone D di Promozione Machile Lazio.

Qualche immagine della prima parte di stagione del basket maschile
la palla a due due di inizio gara della prima di campionato; Il pallone vola in alto in una partita ufficiale dopo quasi due anni di stop
il grido Atletico rimbomba dopo la prima vittoria (poi tramutatasi in sconfitta a tavolino)
gli ultimi secondi del derby al cardiopalmo contro Manzao e l'inconenibile gioia al fischio finale
"noi siamo il San Lorenzo, tum tum tum"
terza partita: la squadra si raduna in Piazza dei Sanniti e il tabellone a fine gara segna la vittoria
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A San Lorenzo c’è un campo di calcio. Un campo di calcio con intorno una grande area verde nel bel mezzo del quartiere. Si trova nel Centro Sportivo “Benedetto XV” dei Cavalieri di Colombo ed è lì dal 1926, quando il terreno venne donato alla fondazione religiosa per "essere messo a disposizione gratuita delle parrocchie, delle scuole, delle colonie e della gioventù romana in genere ... e per migliorare direttamente ed indirettamente le condizioni di vita del quartiere" (fonte: sito ufficiale Cavalieri di Colombo, http://www.kofc.it). Per quasi 100 anni ha assolto questo compito, ma negli ultimi tempi sempre un po’ di meno. Man mano il campo ha cominciato ad essere meno curato, lasciato in stato di semi abbandono durante lunghi periodi, e il suo utilizzo sempre più centellinato.
Da qualche giorno, infine, sono comparse al centro del terreno di gioco delle recinzioni metalliche con tanto di blocchi di cemento che delimitano una probabile area di cantiere. È il preludio allo smantellamento del campo e delle aree verdi presenti all’interno del centro sportivo più volte sbandierato dalla proprietà come un’opera di riqualificazione, e che invece si preannuncia come l’ennesimo sgarbo ad un quartiere, ai suoi abitanti ed alle associazioni sportive che lo animano. Una colata di cemento sta per arrivare sull'unico spazio non urbanizzato di San Lorenzo per cancellare il suo storico campo di calcio e la grandissima area verde che lo circonda. Uno spazio usato dai bambini e dalle bambine delle scuole, oltre che dagli iscritti alle associazioni sportive che svolgono le attività all’interno degli spazi. Il progetto che la proprietà, infatti, ritiene necessario per la sussistenza del centro sportivo è quello di rimodulare gli spazi esistenti e costruirne di nuovi al fine di disporre di molti campi da poter affittare. Così, al posto di un parco con ben 64 alberi di varie specie, giardini ed aiuole, è prevista la costruzione di ben 5 campi di padel, e lo storico campo di calcio a 11 è in procinto di essere smantellato per fare posto ad un campo di calciotto di ultimissima generazione e ad un parcheggio per i futuri clienti. Il centro sportivo nato per il quartiere e per le sue necessità sotto lo slogan “Tutti sono benvenuti, tutto è di tutti” sembra che avrà un futuro diverso. Un futuro in cui il “cliente” sarà più benvenuto di altri.

Il centro sportivo ora

Il progetto di "riqualificazione" della proprietà

Il progetto dell'Atletico San Lorenzo
Il tutto avviene nel completo silenzio da parte della proprietà, nonostante le continue richieste di dialogo da parte delle associazioni sportive del territorio e anche dalle istituzioni, nonostante la presentazione di un progetto alternativo e ben dettagliato volto alla riqualificazione del campo senza intaccarne la sua fruibilità e mantenendo il verde. Di fronte ad una crescente necessità di spazi verdi e di luoghi dove poter praticare l’attività sportiva, ci troviamo invece nella paradossale situazione di una paventata riduzione degli stessi.
Pensiamo che sia giunto il momento di opporsi con tutte le forze a questa nuova ondata speculativa. Chiediamo che venga fatta chiarezza su quanto sta accadendo e sul futuro dell’impianto “Benedetto XV”. Vogliamo un quartiere ed una città dove non ci sia spazio per le logiche del profitto e della speculazione, dove gli spazi verdi e per lo sport siano a disposizione della collettività e della comunità. Siamo convinti di poter condurre insieme questa battaglia. Una battaglia che riguarda tutti perché per l'ennesima volta a essere messo sotto attacco è un pezzo di quartiere, un pezzo delle nostre vite.
Mercoledi 13 ottobre - ASSEMBLEA PUBBLICA - Un campo di calcio a San Lorenzo
DOSSIER: 11 - Un campo di calcio a San Lorenzo

INDICE
1_ storia e missione del campo Benedetto XV a San Lorenzo
2_ ragioni del progetto sportivo e sociale dell'Atletico San Lorenzo
3_ valenza territoriale del Campo Benedetto XV per il territorio di Roma
4_ proposta tecnica

1_ storia e missione del campo Benedetto XV a San Lorenzo
Non c’è un altro posto del mondo dove l’uomo è più felice che in un campo di calcio.
(Albert Camus)
I "Cavalieri di Colombo" sono una società di mutuo soccorso nata in New Haven nel 1881 costituita per prestare assistenza finanziaria ai propri affiliati e ai loro familiari. Durante la Prima Guerra Mondiale la fama dei Cavalieri di Colombo, che avevano costruito dei centri ricreativi ed organizzato delle gare atletiche con il motto "Tutti sono benvenuti - Tutto è gratuito", raggiunsero l'Italia e la Santa Sede. Dopo la guerra, il 28 agosto 1920, una delegazione di 235 Cavalieri di Colombo, guidati dal Cavaliere Supremo James Flaherty, fu ricevuta in udienza privata da Papa Benedetto XV, il quale li accolse con parole "di incoraggiamento e sentimenti di grande speranza", li elogiò per il loro sostegno e il lavoro caritatevole svolto durante la guerra ed, infine, chiese di estendere la loro l'attività a Roma.
In ottemperanza alla richiesta i Cavalieri di Colombo decisero di realizzare dei campi ricreativi e di metterli a disposizione gratuita dei giovani di Roma. Tra il 1922 e il 1927, durante il mandato del Cavaliere Supremo Flaherty, aprirono a Roma cinque centri sportivi, sotto la guida attenta del Conte Enrico Pietro Galeazzi, architetto ed ingegnere, il quale si occupò non solo delle complesse trattative per l'acquisto o l'affitto dei campi ma anche della loro organizzazione.
Il primo spazio fu il famoso "Oratorio di San Pietro" che venne iniziato nel 1922 ed inaugurato nel 1924. Nel giro di pochi anni sorsero altri centri ricreativi, quali il "Benedetto XV" a San Lorenzo, il "Pio XI" sul Colle del Gelsomino ed un terzo a Valle Giulia. Nel 1927, su terreno demaniale, sorse al Lungotevere Flaminio il "Pastor Angelicus". Il Conte Galeazzi progettò ogni centro sportivo in armonia con l'ambiente e lo stile architettonico del quartiere nel quale andava ad inserirsi dando ad ogni struttura delle caratteristiche uniche. Ogni complesso era composto da un edificio con spogliatoi, palestre e campi di calcio. Alcuni avevano campi di pallacanestro, pallavolo e tennis. Dopo l'Anno Santo del 1950, su richiesta di Papa Pacelli, i Cavalieri di Colombo costruirono nella zona di Primavalle un altro campo sportivo, il "Pio XII".
Tutti questi complessi, in ossequio alla promessa fatta, sono ancora messi a disposizione gratuita delle parrocchie, delle scuole, delle colonie e della gioventù romana in genere.
Il campo da gioco “Benedetto XV” nel quartiere San Lorenzo fu dedicato al Papa che per primo aveva chiesto ai Cavalieri di Colombo di estendere la loro attività a Roma. Venne inaugurato nel 1926 in uno dei quartieri più popolati di Roma e già nel primo anno di attività registrò una presenza superiore alle 100.000 persone. Durante la Seconda Guerra Mondiale la zona venne pesantemente bombardata dalle forze alleate, e la struttura fu danneggiata da una bomba, ma ben presto le attività sportive ripresero con maggior vigore. Viene considerato uno dei progetti più riusciti nel suo genere. Trovandosi al centro di una delle zone più bisognose di Roma ha contribuito, a detta delle stesse autorità comunali, a migliorare direttamente ed indirettamente le condizioni di vita del quartiere. (fonte: sito ufficiale Cavalieri di Colombo, http://www.kofc.it)
L’Atletico San Lorenzo è un’associazione sportiva nata nelle vie e nelle piazze dell’omonimo quartiere che si ispira ai principi dello sport popolare, promuovendo la pratica delle attività sportive attraverso un modello partecipato basato sull’autofinanziamento, l’autorganizzazione, la condivisione delle decisioni e delle strategie future, il rapporto stretto e unitario con il territorio che rappresenta. Un modello innovativo nell’ambito dello sport che, come dimostra la nostra crescita in questi sette anni di attività, si è rivelato vincente sia sul campo che fuori.
Nasce nel 2013 come una squadra di calcio, ma cresce in maniera esponenziale e si trasforma in una vera e propria polisportiva, con oltre 200 atleti e atlete che partecipano alle competizioni federali nelle seguenti discipline: calcio maschile, juniores calcio maschile, calcio a 5 femminile, basket maschile, basket femminile, pallavolo mista. Infine, il nostro fiore all’occhiello, la “scuola calcio popolare”: un’attività di calcio giovanile che conta più di 100 iscritti dai 6 ai 16 anni e ben 5 squadre che partecipano ai campionati ufficiali (primi calci, pulcini, pulcini misti, esordienti, giovanissimi).
Il modello è basato sul diritto allo sport per tutte e tutti che si declina nell’accessibilità alle attività sportive a prescindere dall’età, dal sesso, dall’origine etnica, dal background culturale e dallo status socio-economico. Un sistema partecipativo e sostenibile che consente di mantenere dei costi minimi di iscrizione attraverso il coinvolgimento attivo degli atleti e dei genitori nelle attività di supporto, sostegno, organizzazione e finanziamento della polisportiva. Questo ha permesso, tra la altre cose, di integrare oltre alle famiglie a basso reddito anche ragazzi disagiati, come i minori stranieri non accompagnati ospiti di case famiglia e con situazioni difficili alle spalle, che grazie al nostro modello di fare sport hanno trovato un modo per divertirsi ed integrarsi.
Tutto ciò è stato possibile anche grazie alla disponibilità della Fondazione dei Cavalieri di Colombo, già presente nel quartiere da quasi 100 anni, che ha messo a disposizione dell’Atletico San Lorenzo l’utilizzo dell’impianto “Benedetto XV” a titolo gratuito negli orari diurni, unico spazio dedicato allo sport all’interno del perimetro storico del quartiere. Il centro offre un campo di basket, un campo di calcio a 5, un campo di calcio a 8 ed infine il campo di calcio a 11, uno dei pochi rimasti nel centro di Roma. Quest’ultimo versa però in condizioni di semi abbandono e non consente la pratica sportiva in condizioni di sicurezza, ed inoltre non viene concesso in orario serale alle associazioni che ne fanno richiesta, in quanto su di esso ci sono dei progetti che miranno al suo smantellamento e alla successiva trasformazione.
L’Atletico San Lorenzo ha sempre avversato, anche in maniera pubblica e trasparente, questi progetti ritenendo che il campo di calcio a 11 sia da un lato una evidenza storica di primaria importanza e dall’altro una risorsa per il futuro, uno spazio sportivo a cui il quartiere San Lorenzo non può rinunciare. Riteniamo, infatti, che sarebbe molto più producente una concreta e fattiva collaborazione tra la nostra polisportiva e la Fondazione Cavalieri di Colombo, nonché con le istituzioni locali e con il tessuto associazionistico e cooperativo, per rilanciare l’utilizzo e la fruizione del campo, in modo che possa trasformarsi in un punto di eccellenza per tutto il quartiere ed in un volano per lo sviluppo dello sport, tornando ad essere quel polo di attrazione e di aggregazione positiva che è sempre stato nel corso della sua storia, fin dalla sua fondazione.
La nostra polisportiva, come è possibile visionare dai nostri bilanci pubblici e trasparenti sul nostro sito internet, non è solo cresciuta dal punto di vista sportivo, ma ha avuto d’altro canto una notevole crescita dal punto di vista della solidità economica e della capacità strategica di immaginare il futuro, basandosi su un progetto consolidato che trae la sua forza dal sostegno del quartiere, dall’appoggio dei propri soci e dal carattere condiviso e partecipato del suo modello di sviluppo. Una forza che è stata resa ancora più evidente dalla recente crisi dovuta all'emergenza covid-19, la quale ha fatto letteralmente sparire diverse società sportive e non solo, lasciando invece completamente intatto il nostro modello di gestione e di sostenibilità economica.
Per questo motivo, pensiamo che sia il momento di rilanciare il nostro piano di sviluppo futuro, discusso e condiviso dagli oltre 500 soci dell’azionariato popolare della polisportiva, che prevede di continuare la crescita attraverso un progetto di investimento serio e responsabile sul campo di calcio a 11 dell'impianto “Benedetto XV”, che riguardi in primis la sua sistemazione e manutenzione per renderlo perfettamente agibile allo svolgimento in sicurezza degli allenamenti e delle partite, e quindi di trasformarlo in una risorsa per lo sport nel quartiere. Un progetto che vogliamo portare avanti in collaborazione con la Fondazione Cavalieri di Colombo, mettendo a disposizione la nostra forza e disponibilità economica, il nostro radicamento nel quartiere, la valenza sociale e la solidità economica del nostro modello di sport popolare.
L’Atletico San Lorenzo non è una semplice polisportiva, ma si propone fin dalla sua nascita di essere un motore di trasformazione sociale, un punto di riferimento per la crescita e lo sviluppo del quartiere, con l’intento di costruire attraverso lo sport un veicolo per trasmettere valori sociali ed etici. Per questo motivo, oltre alle attività sportive, organizza e promuove un gran numero di attività sociali e culturali, eventi musicali e teatrali, iniziative di solidarietà e momenti di aggregazione, con particolare attenzione agli spazi comuni, allo sviluppo dell’inclusione e dell’integrazione, alle situazioni di complessità sociale e di disagio, e promuovendo la partecipazione delle categorie più economicamente e socialmente svantaggiate. Ha inoltre organizzato e preso parte a numerosi progetti a livello locale e sovralocale, costruendo partenariati e network con diverse realtà sociali, al fine di promuovere l'inclusione sociale e un modello diverso di pratica sportiva e di attenzione e cura per il territorio.
(nell'allegato 1 alcuni dei progetti sportivi e sociali portati avanti dall’Atletico San Lorenzo)
2_ ragioni del progetto sportivo e sociale dell'Atletico San Lorenzo
Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo.
(Pier Paolo Pasolini)
L'Atletico San Lorenzo è un'associazione sportiva che in sette anni di attività è cresciuta in maniera continua ed esponenziale. Il nostro modello alternativo di società sportiva mira all’accessibilità di tutte e tutti alla pratica sportiva e si basa sul diritto allo sport inteso anche come diritto alla salute, su una filosofia di gestione condivisa e partecipativa e sull’azionariato popolare diffuso. Questo modello, originale e partecipato, è risultato essere quello più propositivo e incisivo all’interno della società e del territorio, oltre che il più sostenibile anche dal punto di vista economico.
Per noi, soci e socie della polisportiva, lo sport è un diritto, è una necessità fisica e mentale. Lo sport è socialità, inclusione, aggregazione, crescita, sviluppo di singoli e comunità, ma soprattutto è un diritto. E riteniamo che come tale debba essere garantito e tutelato rimanendo accessibile a tutti e tutte (a ogni fascia d’età e estrazione sociale, prescindendo dal genere, dall’orientamento sessuale e dal luogo di nascita) e non solo a chi muove capitali economici o a chi può permettersi, a livello economico, di praticarlo. L’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto, e che in parte ci ritroviamo ancora a vivere, ci ha fatto riflettere ancor di più su quanto il lavoro e l’impegno che portiamo avanti siano fondamentale per la crescita del quartiere e lo sviluppo della società, portando alla luce le fragilità sedimentate e l’importanza della tutela dei diritti fondamentali e sociali, tra cui il diritto allo sport.
La responsabilità e la tutela di questo diritto passano anche per l’amministrazione dei territori. Gli spazi per lo sport sono necessari per tutte e tutti. Anche per questo riteniamo che il campo di calcio a 11 di San Lorenzo non debba essere soppresso, ma debba essere riqualificato e messo a disposizione della comunità.
A San Lorenzo “togliere i ragazzi dalla strada” da sette anni a questa parte non è retorica ma un preciso obiettivo che la nostra polisportiva persegue con tutte le sue forze. L’obiettivo dell’Atletico San Lorenzo è accompagnare i ragazzi in un percorso di crescita che parte da piccolissimi e giunge fino al raggiungimento della maggiore età. Un percorso lungo. Un percorso guidato dai valori dello sport e della polisportiva: rispetto, solidarietà, lealtà, aggregazione, trasparenza.
La disponibilità del campo di calcio a 11 è “conditio sine qua non” di questo percorso di crescita. Il passaggio dal giocare sul campo a 9 a quello a 11 avviene in un momento estremamente delicato della vita di un giovane: tra i 13 e i 14 anni. E’ in questo momento, quello in cui la dispersione scolastica tocca il suo apice, che bisogna stare più vicini ai ragazzi. E’ in questa fase di crescita che più che in ogni altra si forma la personalità. E’ in questa fase che lo sport deve insegnare ai giovani a non arrendersi, a lavorare per ottenere risultati, a non scegliere scorciatoie. E’ in questa fase che dobbiamo e vogliamo stare più vicini ai nostri ragazzi. E’ in questa fase che “togliere i ragazzi dalla strada” deve smettere di essere un proposito e diventare realtà concreta.
Come possiamo fare questo senza il campo? Semplicemente non possiamo.
Il progetto di cancellare lo storico campo di calcio a 11 è trasformarlo in un campo di calcio a 9, in modo da fare spazi ad ulteriori campi per altre discipline individuali come il paddle oppure a parcheggi per le autovetture, diventa secondo noi un percorso escludente che mira al restringimento delle possibilità di fare sport. Riteniamo che, invece, la nostra proposta di riqualificare il campo di calcio 11 e metterlo a disposizione della comunità sia includente e orientata allo sviluppo futuro del quartiere e di tutta la città.
D’altro canto il campo a 11 è di per se includente anche dal punto di vista spaziale, giacché all’interno del suo perimetro possono essere benissimo ridisegnati gli spazi per contenere un campo di calcio a 9 e un campo di calcio a 5. Ci sono varie soluzioni che possono essere adottate per fare ciò e le immagini in allegato lo dimostrano.
(nell'allegato 2 alcuni esempi di “inclusione spaziale” realizzabili su un terreno di calcio a 11)
3_ valenza territoriale del Campo Benedetto XV per il territorio di Roma
Il campo è una questione di sopravvivenza.
(Francesco Totti)
In Fig. X sono riportati i campi di calcio a 11 presenti nelle zone centrali e semicentrali di Roma. I campi indicati comprendono gli impianti effettivamente omologati presso la FIGC per lo svolgimento di partite ufficiali di campionati dilettantistici. Sono inoltre indicati alcuni impianti attualmente non adibiti a questo scopo per scelta dei gestori degli stessi o perché bisognosi di interventi di sistemazione. Il caso più significativo in questo senso è lo Stadio Flaminio, in abbandono dal 2011.
La mappa mostra chiaramente che, a fronte di una dotazione di impianti tutto sommato soddisfacente nel settore orientale della Capitale, le occasioni di praticare il gioco del calcio nella sua versione originale, ossia 11 contro 11 su un campo che non sia inferiore di 90x45m, nelle zone centrali di Roma siano estremamente ridotte. Può non sorprendere il fatto che all'interno del Municipio I non sia presente neanche un impianto. Si tratta infatti in buona parte del zone storiche della città entro le Mura Aureliane che dal 1980 sono protette come Patrimonio Unesco dell'Umanità. Ci si aspetterebbe tuttavia di trovare per questo una compensazione nella corona di zone urbane immediatamente adiacenti, ossia nello spazio tra le Mura Aureliane e il cosiddetto Anello Ferroviario.
Osservando una fascia di 2 km attorno al perimetro delle Mura Aureliane figurano invece soli quattro impianti:
Riducendo la fascia di osservazione a 1 km attorno alle Mura, il numero si riduce addirittura a soli due impianti:
Queste osservazioni mostrano chiaramente che mantenere il Campo Benedetto XV e preservarlo come presidio ove praticare calcio a 11 in una zona centrale della Capitale abbia un'importanza che va ben oltre il solo quartiere di riferimento, ma sia piuttosto nell'interesse di tutta la città. Per questo motivo riteniamo che San Lorenzo non può rinunciare al campo di calcio a 11, a maggior ragione se questo campo esiste già.

Fig. X - Analisi dei campi di calcio a 11 nel settore urbano di riferimento
4_ proposta tecnica
Il calcio è l'arte di comprimere la storia universale in 90 minuti.
(George Bernard Shaw)
La Fig. Y mostra l'assetto attuale dell'impianto sportivo Benedetto XV sito nel cuore del quartiere San Lorenzo e di proprietà della Fondazione Cavalieri di Colombo. L'impianto occupa esattamente un isolato del tessuto urbano del quartiere ed ha un'estensione di circa 1,4 ha. Al suo interno, al momento comprende:
Grazie ad un accordo tra la Fondazione Cavalieri di Colombo e la società Vis Nova Basket, dal 2019, il campo da basket è stato allargato ed omologato per le partite ufficiali della Federazione Italiana Palacanestro, oltre che rinnovato con una nuova pavimentazione e coperto nei mesi invernali con una copertura pressostatica removibile. L'Atletico San Lorenzo ha siglato un accordo con la società Vis Nova per svolgere allenamenti e partite di campionato delle sue squadre di basket maschile e femminile, contribuendo di fatto ai costi per il mantenimento di questa struttura. Le partite di basket che si sono svolte nella nuova struttura hanno già mostrato il potenziale di aggregazione che possono avere le manifestazioni sportive ufficiali disputate all'interno del quartiere, così come quelle che si svolgono sull’adiacente campo di calcio a 5, dove da anni si allena e gioca le partite ufficiali di Serie C la squadra di calcio femminile dell’Atletico San Lorenzo e, da questa stagione, anche la Juniores under 19 di calcio a 5. Con la possibilità di disputare anche le partite di calcio a 11 all'interno dell'impianto questo potenziale sociale acquisterebbe sicuramente una dimensione ancora più elevata.

Fig. Y: Stato di fatto _ Campo Benedetto XV Fondazione Cavalieri Di Colombo | Roma, San Lorenzo scala 1:1.000
Il campo da calcio a 11 ha dimensione regolamentare e risulta omologato dalla LND (Lega Nazionale Dilettanti) come campo idoneo per disputare partite ufficiali di categoria provinciale e regionale di tutte le classi di età. Attualmente, il campo viene regolarmente utilizzato per gli incontri delle squadre Esordienti sia dall'Atletico San Lorenzo che dalla società Virtus Santa Maria. Per tali partite, in cui si gioca 9 contro 9 su un campo di dimensioni ridotte, vengono posizionate le apposite porte all'interno del campo grande. Sporadicamente è stato possibile svolgere partite amichevoli di calcio a 11, tra cui nel 2014 un quadrangolare organizzato dall’Atletico San Lorenzo con la partecipazione di una compagine del FC St. Pauli di Amburgo, Germania, mentre non si è riusciti ad oggi a trovare un accordo per lo svolgimento delle partite ufficiali di calcio a 11 per nessuna categoria, siano queste di settore giovanile o dilettanti. Altrettanto, non si è riusciti a trovare un accordo per l’utilizzo del campo a 11 per gli allenamenti in orario serale.
Per la stagione 2020-2021 l'Atletico San Lorenzo ha iscritto ai campionati federali ben tre squadre che svolgono campionati di calcio a 11: il calcio maschile che gioca il campionato di 2ª categoria, gli allievi under 16 provinciali e i giovanissimi under 14 provinciali. Per lo svolgimento delle rispettive partite la nostra società è costretta a prendere in affitto campi di gioco fuori dal quartiere, pur esistendo un campo di calcio a 11 a San Lorenzo.
L'intervento per il mantenimento e la valorizzazione del campo di calcio a 11 può essere affrontato a più livelli, a partire da una semplice opera di rinnovo del manto attuale fino ad un progetto più articolato che comprenda la realizzazione di campi plurifunzionali da adibire, a seconda delle esigenze e dei momenti, ad attività differenziate (calcio a 11, calcio a 9, calcio a 5, attività sportiva libera). Nei prossimi paragrafi si cerca di far luce sulle diverse soluzioni e sulla modalità con cui l'Atletico San Lorenzo intende contribuire alla sua realizzazione.
Lo stato attuale del campo a 11 è insoddisfacente e non idoneo allo svolgimento di una regolare attività sportiva per via di un ammaloramento progressivo del manto di gioco. Mantenere il manto in terra e pozzolana battuta resta probabilmente la soluzione più immediata ed economica per ripristinare la possibilità di giocare in piena sicurezza sul campo in oggetto. Gli interventi indispensabili per garantire ciò includono il rifacimento del manto mediante stesura di un nuovo strato di misto semi-stabilizzato. La Tab. 1 riporta una stima sommaria dei costi per l'operazione descritta.

Tab. 1: stima costi rifacimento semplice
Si sottolinea come questa soluzione non costituisca un ripiego. Ne sono la dimostrazione molti campi presenti a Roma, dove su un manto in terra e pozzolana ben curato si riescono a svolgere regolarmente partite ufficiali di livello agonistico. Costituiscono esempi virtuosi in questo senso il campo di Ponte Marconi a Lungotevere Dante, il Campo Roma 6 in Via Silvio Latino oppure il campo del Real Tuscolano in Via Selinunte (quest’ultimo diventato da poco in erba naturale).
L'impianto gestito dai Cavalieri di Colombo a San Lorenzo dispone già di tutti gli altri requisiti richiesti dal Regolamento della Lega Nazionale Dilettanti, tra cui la possibilità di fornire entro il recinto dell'impianto spogliatoi decorosi e divisi alle due squadre e all'arbitro o quella di separare i flussi di spettatori da quelli di giocatori e staff tecnico.
Al fine di garantire una gestione più elastica dell'impianto che permetta, oltre il già menzionato svolgimento di allenamenti e partite ufficiali di calcio a 11, anche l'utilizzo dei campi ad uso delle scuole o di gruppi di privati per lo svolgimento di partite informali e tra amici, è pensabile ad una soluzione più articolata che preveda la possibilità di campi sovrapposti contraddistinti da linee di colori differenti.
Con questa modalità è possibile utilizzare il campo nell'arco della settimana, o anche nella stessa giornata, oltreché per partite di calcio ad 11 anche per gare 9 contro 9 (come previsto per i campionati Esordienti), di calciotto o fino a 3 partite contemporanee di calcio a 5.
Lo schema in Fig. Z mostra un potenziale assetto di questo tipo proiettato sul campo a 11 dell'impianto in oggetto.

Fig. Z: Proposta di assetto _ Campo Benedetto XV Fondazione Cavalieri Di Colombo | Roma, San Lorenzo scala 1:1.000
Questo tipo di organizzazione degli spazi sul campo di calcio a 11 è già stato sperimentato in altre strutture come da allegato sugli esempi di “inclusione spaziale” al punto 2.
La realizzazione di un campo in grado di assorbire un tale livello di flessibilità presuppone la messa in opera di un manto di gioco di nuova generazione in erba sintetica. Si tratta di un'operazione con costi sensibilmente più alti. La Tab. 2 riporta una stima sommaria dei costi per l'operazione descritta.

Tab. 2: stima costi rifacimento con manto sintetico pluriuso
La valenza territoriale che il Campo Benedetto XV potrebbe esprimere in virtù della sua posizione urbana e di cui si è fatto cenno al punto 3 del presente documento, potrebbe giustificare un tale onere economico maggiore.
L'Atletico San Lorenzo, nel suo ruolo di associazione sportiva fortemente radicata nel territorio, ha da sempre l'ambizione di incidere positivamente sul tessuto sociale in cui opera e da cui nasce. Lo sport da questo punto di vista ha il duplice scopo di attività benefica cui devono poter accedere più persone possibili e di collante sociale derivante dal riconoscersi in obiettivi comuni. Ed infine, perché no, dall'attaccamento ad una maglia che è anche identità. Da qui la volontà dell'Atletico di riunire tutta l'attività agonistica (e non solo) della polisportiva all'interno del quartiere San Lorenzo.
L'uso del campo a 11 all'interno del quartiere aprirebbe la strada a vere e proprie giornate dello sport popolare a cadenza bisettimanale. Iniziando dalla mattina con le partite delle giovanili e concludendo nel tardo pomeriggio con le squadre adulte si offrirebbe a bambini e ragazzi delle compagini più giovani una prospettiva sportiva e pertanto una motivazione forte a proseguire nell'attività sportiva. Allo stesso tempo, l'incontro periodico di un pubblico assortito e caloroso che raggiunge l'impianto per tifare i colori del proprio quartiere costituirebbe un forte fattore di coesione sociale.
Ciò sarà ancor più vero se questa presenza dell'Atletico San Lorenzo si combina con gli impegni sportivi di altre società attive sul territorio. Un tale utilizzo delle strutture già presenti nel quartiere dovrebbero essere in linea con l'impegno della Fondazione Cavalieri di Colombo con il quartiere.
Il calcio per sognare.
Il calcio come arte, religione e bellezza.
Il calcio come linguaggio comune, modo per riconoscersi e ritrovarsi.
Il calcio, figlio del popolo, che non deve cedere alle lusinghe dei potenti,
di chi vuole trasformarlo in strumento per produrre denaro,
uccidendo la fantasia e l’innocenza.
(Edoardo Galeano)
Il nostro modello di settore giovanile che si basa sulla possibilità di accesso allo sport per tutti i bambini indipendentemente dalle origini e dalle condizioni economiche delle loro famiglie. Un sistema partecipativo e sostenibile che consente di mantenere i costi minimi per le quote d’iscrizione attraverso il coinvolgimento attivo dei genitori nelle attività di supporto al club.
Un progetto realizzato all'interno della scuola elementare “Istituto Borsi-Saffi” nel quartiere di San Lorenzo, attraverso la gestione di una parte delle lezioni di educazione fisica con attività motorie programmate secondo un modello inclusivo, divertente e stimolante, al fine di dare ai bambini la capacità di conoscere, di agire, di comunicare e di socializzare attraverso lo sport.
Una campagna nazionale con l'obiettivo di modificare le normative sportive per il tesseramento nei campionati ufficiali di giovani stranieri e migranti e garantire l'accesso allo sport per tutti. La campagna ha ottenuto il risultato di modificare l'art. 40 del NOIF che consente di iscrivere i migranti nelle squadre ufficiali senza riferimento al vincolo di tempo del permesso di soggiorno.
La promozione dell'inclusione sociale attraverso il libero accesso allo sport per migranti, rifugiati, persone in esecuzione di condanne, giovani con problemi sociali, studenti indigenti. Il progetto ha preso forma nella creazione di una squadra di calcio formata da ragazzi dai 16 ai 18 anni provenienti da case famiglia e da situazioni di difficoltà sociali ed economiche.
Partecipazione in associazione con AiCS (Associazione Italiana Sport e Cultura) ad alcune azioni di questo progetto cofinanziato dalla Commissione Europea. Il progetto promuove approcci innovativi ed educativi per prevenire la violenza e combattere la discriminazione nello sport basata sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere.
Un progetto in associazione con CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale) e RODA (Roma Diversamente abile) per promuovere l'inclusione sociale delle persone diversamente abili attraverso lo sport. Il progetto si basa sul modello del “calcio Integrato”, un adattamento del calcio orientato all'integrazione tra disabili e non disabili che giocano insieme. Un concetto universale di sport.
Una serie di eventi nella piazza principale del quartiere per presentare e promuovere le attività della polisportiva allo scopo di liberare la piazza da forme di microcriminalità e combattere il degrado urbano e l'esclusione sociale. Il progetto ha promosso attività di inclusione sociale rivolte a persone in condizioni di fragilità coinvolgendoli nell'organizzazione di eventi e giochi sportivi.
La componente femminile dell'Atletico San Lorenzo, supportata dal resto degli atleti e dei sostenitori, ha organizzato questo progetto con lo scopo principale di promuovere una nuova cultura sportiva, centrata sulla parità di diritti per le donne, sull’adozione di pratiche e di forme di linguaggio antisessiste.
Partecipazione a questo progetto europeo che racconta storie di donne “fan.tastic”, del loro amore e della passione per il gioco del calcio, del loro modo di stare sugli spalti e dentro i campi di gioco. Il progetto si è finalizzato in una mostra itinerante in vari paesi europei che cerca di illustrare la diversità e le realtà della cultura femminile nel calcio dal punto di vista delle stesse protagoniste.
Una campagna di solidarietà finalizzato alla raccolta di scarpe da calcio e abbigliamento sportivo da destinare ai bambini di Nchiru (Kenia) in collaborazione con “Ass. Nomadi dell'Amore ” e Morogoro (Tanzania) in collaborazione con“ Ass. La Terra di Piero ”.
Partecipazione a un progetto guidato dalla “Cooperativa Sociale Prassi e Ricerca” basato sull'orientamento al lavoro dedicato a ragazzi e ragazze con fragilità tra i 18 e 29 anni e che si sviluppa attraverso attività sportive e ricreative svolte insieme a persone disabili.
Un progetto internazionale incentrato sulla squadra di basket del Real Palestine Youth Girl, formata da ragazze di 15-20 anni nate nel campo profughi di Shatila in Libano che hanno conquistato il loro spazio di libertà giocando a basket. Il progetto ha consentito alle ragazze di giocare a basket e viaggiare attraverso l’Europa per portare il loro messaggio di integrazione e inclusione.
Una serie di attività solidali durante il periodo di emergenza pandemica del covid-19 organizzate insieme alle altre realtà del quartiere e alla Libera Repubblica di San Lorenzo. Dalla spesa a domicilio per le persone con difficoltà a muoversi alla spesa sospesa per le famiglie in difficoltà economica, fino alla somministrazione di pasti per migranti e senza fissa dimora in collaborazione con Baobab Experience.

CAMPI DI CALCIO A 5 INSERITI NEL PERIMETRO DEL CAMPO DI CALCIO A 11

CAMPI DI CALCIO A 5 - INSERITI NEL PERIMETRO DEL CAMPO DI CALCIO A 11

ESEMPI GIA’ ESISTENTI (Collegio San Francesco a Lodi)

ESEMPI GIA’ ESISTENTI (utilizzo linee di colori diversi)

L’ASD Atletico San Lorenzo è capofila del progetto “San Lorenzo per tutt3”, finanziato dal Bando Quartieri SPORT DI TUTTI (Edizione 2023) di Sport&Salute (CUP J59I22001760001) . Il Progetto che vede tra i partner, la Palestra Popolare di San Lorenzo, l’OdV La Scuoletta, l’Associazione Roda Onlus ed Ecos.
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Associazione Sportiva Dilettantistica Atletico San Lorenzo
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